L’innovazione sociale: il motore dei consumi

Si è da poco conclusa la seconda edizione de “Il Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale”, il più importante evento dedicato all’evoluzione della responsabilità d’impresa in Italia tenutosi a Milano negli spazi dedicati dell'edificio Grafton dell'Università Bocconi.
L'innovazione sociale si può definire come l'insieme di nuove idee pensate per colmare le carenze sociali in un modo più efficace e innovativo delle alternative esistenti e che, allo stesso tempo, possono dare vita a nuove relazioni e collaborazioni.

Nuovi metodi di vivere e di consumare
In questa occasione CE&Co, società specializzata in analisi del mercato e ricerca del consumatore, ha presentato la ricerca “Nuovi modi di vivere e di consumare”, che ha testato 11 esempi di innovazione sociale, ovvero stili di vita e di consumo basati sui processi collaborativi e di condivisione. Gruppi di acquisto solidale, car sharing/bike sharing, acquisti a chilometro zero, acquisto di prodotti sfusi o alla spina, banca del tempo, car pooling, co-working, orti urbani, investimenti etici, crowdsourcing, compravendita dell’usato sul web, queste le esperienze prese in esame.
La ricerca, condotta nel mese di luglio 2014 su un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 65 anni, ha evidenziato come la conoscenza di tali argomenti sia molto alta. Inoltre, gli intervistati hanno affermato che sono ben disposti a testare esperienze come queste perchè “danno fiducia nella qualità dei prodotti/servizi acquistati”, “sono attività pratiche e funzionali, si risparmia tempo e si fa meno fatica”, “consentono a volte di fare buoni affari”, “fanno davvero risparmiare denaro”, “riducono gli sprechi e aiutano a preservare l’ambiente”.

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Da questi dati si evince come le tematiche affrontate siano ormai di pubblico dominio, ma la differenza con quanti già ne hanno esperienza e quanti sono propensi a testarla ma non l'hanno ancora fatto è significativa. L'intento c'è e anche i corretti valori, sembra mancare il mediatore giusto per rendere concrete le sole intenzioni.

La figura dei “promotori dell'innovazione sociale”
Carlo Erminiero, Presidente di CE&Co, presentando la ricerca, individua il motore della rivoluzione dei consumi nella diffusione della tendenza a riconoscere come soluzione ai problemi e anche alle paure della società la capacità di pensare e realizzare forme di innovazione sociale.
Gli attori del cambiamento sociale sono tanti, chiunque lo può diventare – prosegue Erminero - Ma il successo delle nuove idee, se si creano le condizioni abilitanti, dipenderà dalla risposta di una nuova categoria di cittadini/consumatori: i “promotori” dell’innovazione sociale”.
I promotori dell'innovazione sociale sono singoli individui di “genio”, inventori di soluzioni innovative diventate di pubblico uso e dominio (come il microcredito o il codice html ad esempio) ma anche organizzazioni private e publiche.
All'interno del campione analizzato questi sono risultati essere circa il 25% ed il loro profilo sociodemografico non mostra nette concentrazioni: li troviamo in ugual misura al Nord come al Sud, fra gli uomini come fra le donne e risultano un po’ più presenti nei grandi centri e fra i laureati. Gli innovatori più forti hanno fra i 30 e i 40 anni.
Tenacia, opinion leadership, creatività, civismo e solidarietà sono considerati i valori e gli atteggiamenti che sostengono la propensione all'innovazione sociale e che spiegano la disomogeneità del profilo dei suoi promotori.

L'entrata in scena dei “promotori dell'innovazione sociale”
Erminiero pone l'accento sulla figura dei “promotori dell'innovazione sociale” affermando che “possono diventare un nuovo importante target per le imprese che puntano a creare una nuova offerta facendo leva sulla disponibilità degli utenti a condividerne produzione e fruizione con i loro pari e con l’impresa stessa”.
L'entrata in scena di questo ruolo può offrire un valore aggiunto. Obbliga il marketing della sharing economy a inventare nuove strategie mentre i diversi fattori che portano un'azienda ad aderire ad attività solidali e sostenibili permette loro di ricoprire posizioni alternative e di inserirsi in mercati diversi anche se già ampliamente occupati da concorrenti importanti.
L’innovazione sociale fa bene alle persone, quindi anche alle imprese. I fatti dimostrano come i risultati migliori li stiano ottenendo quelle realtà che hanno saputo capire il cambiamento. Nei giorni de Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale, erano presenti Leroy Merlin, Etica Sgr e Subito.it., organizzazioni che, pur operando in ambiti diversi, riportano tutte performance di business più che positive, elemento non scontato di questi tempi.

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